ATTO SECONDO
Scena prima
(Camera in una locanda. Tavolini con lumi, ecc.
Don Geronio ed il Poeta seduti, e bevendo.)
Recitativo
▼POETA▲
Via… cosa serve? Omai
bisogna darsi pace; ella fra poco
co' la sua compagnia
a cenar qui verrà: potrete allora
corla sul fatto; ora bevete, e in bando
vadano un solo istante
la moglie capricciosa, ed il galante.
▼GERONIO▲
Caro Poeta mio, darei la testa
nella muraglia, se a' capricci suoi,
e alla mia cecità volgo il pensiero…
▼POETA▲
Sofferenza ci vuole.
(versandogli da bere)
Anche un bicchiero.
(Prevedo qualche incontro: il vin potrebbe
porger qualche coraggio al scimunito,
altrimenti il mio dramma è già finito.)
▼GERONIO▲
Credi che in questo albergo
verrà certo la pazza?
▼POETA▲
Anzi, una cena
è per lei preparata
splendida veramente, e questa notte
passerà coi compagni in festa, e in gioco.
▼GERONIO▲
Saprò ben disturbarla.
▼POETA▲
(versandogli da bere)
Un altro poco.
Scena seconda
(Selim e detti.)
▼SELIM▲
A proposito, amico,
senza molto cercarti io qua ti trovo.
Gran cose debbo dirti.
▼POETA▲
(Intrigo nuovo.)
▼GERONIO▲
E grandi cose anch'io
bramava dirvi appunto.
▼POETA▲
(Io mi ritiro
per schivare ogni impegno e notar tutto.)
(si ritira, e di tanto in tanto si fa vedere esplorando)
▼SELIM▲
Io t'ascolto.
▼GERONIO▲
Parlate.
▼SELIM▲
Dunque possiam seder.
▼GERONIO▲
Come bramate.
▼SELIM▲
Or principia, se vuoi.
▼GERONIO▲
No, principiate voi.
▼SELIM▲
Ebben, principierò: quanti anni sono
che con donna Fiorilla
vi unisce il matrimonio?
▼GERONIO▲
Fra poco saran sei. (Calma, Geronio.)
▼SELIM▲
Amor che passa un lustro
deve stancare assai.
▼GERONIO▲
Di fatti io sono
stanco, ma stanco molto.
▼SELIM▲
E il matrimonio
è un gran peso fra voi.
▼GERONIO▲
Lo sa ciascuno
che lo sente sul dorso.
▼SELIM▲
(Va bene: a meraviglia.)
▼GERONIO▲
(Qual discorso!)
▼SELIM▲
Quando si trova poi
una donna bizzarra, e capricciosa
come la vostra sposa,
il povero marito…
▼GERONIO▲
È rovinato.
▼SELIM▲
(Seguitiam polito.)
Or dunque del tuo stato
trovar ti devi malcontento assai.
▼GERONIO▲
L'avete indovinato.
▼SELIM▲
Io vengo amico,
ad offrirti un rimedio,
a cavarti d'impiccio; e non dovrai
per il riposo tuo faticar molto.
▼GERONIO▲
Ma… come!… vi spiegate.
▼SELIM▲
Odi.
▼GERONIO▲
Vi ascolto.
[N. 8 Duetto]
▼SELIM▲
D'un bell'uso di Turchia
forse avrai novella intesa;
della moglie che gli pesa
il marito è venditor.
▼GERONIO▲
Sarà l'uso molto buono,
ma in Italia è più bell'uso:
il marito rompe il muso
all'infame tentator.
▼SELIM▲
Anche questo sarà bello,
ma fra noi non deve entrare.
▼GERONIO▲
Anzi, questo più di quello
mi conviene d'abbracciare.
▼SELIM▲
Ma perché?
▼GERONIO▲
Le nostre usanze
piace a me serbare ancor.
(Insieme)
▼SELIM▲
(Non è poi cotanto sciocco
come vogliono ch'ei sia.
Su, giudizio, testa mia,
qui ci vuol prudenza e cor.)
▼GERONIO▲
(Non son poi cotanto sciocco
come vogliono ch'io sia.
Su, giudizio, testa mia,
qui ci vuol prudenza e cor.)
▼SELIM▲
Se Fiorilla di vender bramate,
senza fare più lungo discorso
io la compro, e denaro vi sborso
da comprarne al bisogno anche tre.
▼GERONIO▲
Signor turco, l'ho detto, e il ripeto,
io non vendo mia moglie a persona,
e perciò, sia cattiva o sia buona,
io… mia moglie l'ho presa per me.
▼SELIM▲
(Maledetto!) Ma pensi…
▼GERONIO▲
(forte ed alzandosi)
Ho pensato.
▼SELIM▲
Lei si scalda…
▼GERONIO▲
Mi scaldo, sicuro.
▼SELIM E GERONIO▲
(Un cervello più strano e più duro
io scommetto che al mondo non è.)
▼SELIM▲
(arrabbiato)
Non volete?
▼GERONIO▲
No, cospetto.
▼SELIM▲
Ricusate?
▼GERONIO▲
Sì, ricuso.
▼SELIM▲
Voglio averla a tuo dispetto.
▼GERONIO▲
Non l'avrà…
▼SELIM▲
Conosco altr'uso…
▼GERONIO▲
E sarebbe…
▼SELIM▲
D'involarla,
ed in vece di pagarla,
il buffone ~ che s'oppone,
per far presto, d'ammazzar.
▼GERONIO▲
Ma dovrete paventare,
ch'ella invece d'ammazzare
succedesse ~ che dovesse
ammazzato qui restar.
▼SELIM E GERONIO▲
(minacciando e ritirandosi a vicenda)
Alle prove, venga avanti…
Presto, ~ via, ~ si provi un poco…
Temerario! in pochi istanti
ci vedremo in altro loco;
e saranno coltellate,
schioppettate, ~ moschettate;
e vedrà che non mi lascio
da minacce spaventar.
(via da parte opposta)
Scena terza
(Poeta solo.)
Recitativo
▼POETA▲
Credea che questa scena
dovesse accelerar la conclusione;
ma l'affare va in lungo, e qui fa d'uopo
cercar che venga presto lo sviluppo,
e venga naturale;
poi finir con un poco di morale.
O mio cervello, ti affatica e suda,
inventa il dramma mio come si chiuda.
(parte)
Scena quarta
(Fiorilla con Séguito.)
[N. 9 Coro e cavatina]
▼CORO▲
Non v'è piacer perfetto
se no 'l procura amor;
de' giochi e del diletto
amore è genitor.
▼FIORILLA▲
Se il zefiro si posa
a carezzare un fior,
se va da giglio a rosa
vaga farfalla ognor,
farfalla e zefiretto
move il poter d'amor.
▼CORO▲
De' giochi, e del diletto
amore è genitor.
▼FIORILLA▲
Quando la primavera
ride il primiero albor,
quando natura intiera
riveste il primo onor,
è l'aura del diletto
che sparge in terra amor.
▼CORO▲
Non v'è piacer perfetto
se no 'l produce amor.
(il coro si pone a giocare)
Recitativo
▼FIORILLA▲
Che turca impertinente! osa a Fiorilla
l'amante disputar! saprò ben io
vendicarmi di lei: voglio che sia
presente al mio trionfo. Ad ogni costo
di quella sciocca abbasserò l'orgoglio.
Abbia il suo turco poi che non lo voglio.
Io l'ho fatta invitar a questo albergo
a nome di Selim; venga, e vedremo
di noi chi vincerà.
Scena quinta
(Zaida e detta.)
▼ZAIDA▲
(sulla porta indecisa)
Scusate… errai…
▼FIORILLA▲
Entrate, entrate pure: io v'invitai.
▼ZAIDA▲
(entrando)
Voi!
▼FIORILLA▲
Sì: fra pochi istanti
qui vedrete Selim. Sul cor di lui
non voglio che la vostra lontananza
mi apporti alcun vantaggio. Ora dovremo
disputarcelo in pace:
sceglierà di noi due chi più gli piace.
▼ZAIDA▲
Inutile è la scelta
dove parla il dovere, e parla onore.
▼FIORILLA▲
Tutto, tutto, si sa, cede all'amore.
Ecco appunto Selim.
Scena sesta
(Selim e dette.)
▼SELIM▲
Trovarvi sola
finalmente io credea, bella Fiorilla,
ma non potete star sola un momento.
▼FIORILLA▲
Sarete più contento,
quando tutti osservati
avrete i convitati.
▼SELIM▲
(accorgendosi di Zaida)
Zaida!
▼ZAIDA▲
Infedel.
▼SELIM▲
Ma… come! in questo albergo!
Che vuol dir ciò?
▼FIORILLA▲
Questa locanda ornai
di sua bella presenza,
per veder se a me date,
o a lei, la preferenza. Decidete.
▼ZAIDA▲
Parlate.
▼SELIM▲
In gran cimento mi mettete.
▼ZAIDA▲
Perfido! intendo: de' miei torti io stessa
qui venni spettatrice.
▼SELIM▲
Ah! no…
▼FIORILLA▲
Partite
dunque con lei.
▼SELIM▲
Neppure.
▼ZAIDA▲
Ebben: venite.
▼SELIM▲
Ma lasciate ch'io possa
un momento pensar…
▼ZAIDA▲
Pensar? No… parta
meco Selim, o a me rinunzi.
▼FIORILLA▲
E a me,
se qui non resta.
(Fiorilla si allontana disdegnosa. Selim rinane incerto e pensoso)
▼SELIM▲
(Impiccio egual non v'è.)
▼ZAIDA▲
Crudel! non più: comprendo
qual per me serbi amor; io ti abbandono
alla rivale in braccio. Un giorno forse
ti pentirai, ma tardi,
d'aver l'affetto mio così schernito;
allor che da costei sarai tradito.
(parte)
Scena settima
(Fiorilla e Selim.)
▼SELIM▲
(Povera Zaida! io sento
pietà per lei: tanto rigor non merta.)
▼FIORILLA▲
(Parla fra sé: la mia vittoria è incerta.)
Mi sembrate commosso: non parlate?…
Via: corretele dietro,
e la bella dolente consolate.
▼SELIM▲
No… vada pure… ma lasciate almeno
ch'io la compianga: ella m'adora…
▼FIORILLA▲
E parmi
che l'adoriate ancor.
▼SELIM▲
Il primo oggetto
dell'amor mio fu Zaida…
▼FIORILLA▲
E sia l'estremo.
▼SELIM▲
L'estremo!
▼FIORILLA▲
Addio: mai più ci rivedremo.
▼SELIM▲
Deh!… perdonate…
▼FIORILLA▲
Amante alcun non voglio
che abbia diviso fra due donne il core.
▼SELIM▲
Che dite? per voi sola io sento amore.
Per carità, placatevi,
calmate il vostro sdegno…
▼FIORILLA▲
Andate, andate… di me siete indegno.
▼SELIM▲
Ingrata! mi scacciate…
Ebbene… io partirò.
▼FIORILLA▲
Farete bene.
▼SELIM▲
Addio… (Mi lascia andar!)
▼FIORILLA▲
(Davvero ei parte!)
▼SELIM▲
(Politica ci vuol.)
▼FIORILLA▲
(Ci vuol dell'arte.)
[N. 10 Duetto]
▼SELIM▲
(in disparte come parlando fra sé)
Credete alle femmine
che dicon d'amarvi!
Di un nulla si sdegnano,
minaccian lasciarvi.
Di donna l'amore
è un foco che more
appena brillò.
▼FIORILLA▲
(facendo il medesimo gioco)
Credete a questi uomini
che avete d'intorno!
Per tutte sospirano,
non amano un giorno.
Son l'aura d'estate
che più non trovate
appena spirò.
▼SELIM▲
(avvicinandosi un poco)
E ingiustizia lamentarsi
se si sprezza un cor fedele.
▼FIORILLA▲
(volgendosi un poco)
Bella cosa allontanarsi
per non dir che si è infedele.
▼SELIM▲
(correndo, e con forza)
Io no 'l sono.
▼FIORILLA▲
A voi non parlo.
▼SELIM▲
Come!
▼FIORILLA▲
No.
▼SELIM▲
Parea di sì.
▼FIORILLA▲
In Italia certamente…
▼SELIM▲
(con dispetto)
In Turchia sicuramente…
▼FIORILLA E SELIM▲
Non si fa l'amor così.
(a parte tutti e due)
(Ma se dura la questione
prende foco, e se ne va;
si discorra colle buone
ed allor si placherà.)
▼SELIM▲
(supplichevole)
Dunque sperar non posso!…
▼FIORILLA▲
(commossa)
Dunque schernita io sono!…
▼SELIM▲
(per baciarle la mano)
La vostra man…
▼FIORILLA▲
(ritirandola a fatica)
Non posso.
▼SELIM▲
Idolo mio, perdono!…
▼FIORILLA▲
(con tenerezza)
Lo meritate?
▼SELIM▲
(con trasporto)
Io v'amo.
▼FIORILLA▲
E mi amerete?…
▼SELIM▲
Ognor.
(con tutta la gioia e tenerezza)
(Insieme)
▼FIORILLA▲
Tu m'ami, lo vedo,
mi fido, ti credo;
ma torna, mia vita,
a dirmelo ancor.
Se infida ti sono,
se mai t'abbandono,
sia sempre la pace
straniera al mio cor.
▼SELIM▲
Tu m'ami, lo vedo,
mi fido, ti credo;
ma torna, mia vita,
a dirmelo ancor.
Se infido ti sono,
se mai t'abbandono,
sia sempre la pace
straniera al mio cor.
(partono)
Scena ottava
(Don Geronio, indi il Poeta, poi Don Narciso in disparte.)
Recitativo
▼GERONIO▲
Dove diamine è andata? è quasi un'ora
che la tavola è pronta per la cena,
e non si vede ancor? forse al festino,
che a quel turco si dedica, sarà.
(per uscire)
▼POETA▲
Fermate.
▼GERONIO▲
Cosa ci è?
▼POETA▲
Gran novità.
▼GERONIO▲
Spiegati.
▼POETA▲
È preparato,
amico, un rapimento.
▼GERONIO▲
Che dici? e il vero io sento?
(esce Don Narciso)
▼NARCISO▲
(È partita Fiorilla, e qui costoro!
che fanno? udiamo un poco.)
▼POETA▲
Ad un festino
Fiorilla deve andar: ivi l'attende
mascherato Selim, che di ridurla
spera a partir con lui per la Turchia.
▼NARCISO▲
(Che ascolto!)
▼GERONIO▲
Me infelice!… oh moglie mia!…
▼POETA▲
Udite, a Zaida io corsi
tutto a narrar; vestita al par di lei
ella al festino andrà; talché Fiorilla
co' la maschera in volto sembrerà.
Voi da turco dovete entrar colà.
▼GERONIO▲
E allora?…
▼POETA▲
Allor potrete
l'ingannata Fiorilla…
▼GERONIO▲
Ho inteso… andiamo…
più tempo non perdiamo.
▼POETA▲
Eh! non temete,
l'ultimo a comparire
Selim sarà: molti de' nostri amici
onde tenerlo a bada
troverà per la strada; andate intanto
a procacciarvi maschera, e vestito.
▼GERONIO▲
Io corro.
(parte)
▼POETA▲
(Il dramma mio spero compito.)
(parte)
[N. 11 Recitativo accompagnato ed aria]
▼NARCISO▲
(partiti Don Geronio ed il Poeta, esce lieto e frettoloso)
Intesi: ah! tutto intesi. In questo albergo
mi guidò la fortuna. Ingrata donna,
non fuggirai da me. Tutto vogl'io
tentar perché mi resti;
la fé mi serberai, che promettesti.
Tu seconda il mio disegno,
dolce amor, da cui mi viene.
Deh! ricusa a tutti un bene,
che accordasti un giorno a me.
Se il mio rival deludo!
Se inganno un'incostante!
Per un offeso amante
vendetta egual non v'è.
Ah! sì; la speme
che sento in core,
pietoso amore,
mi vien da te.
(parte)
Scena nona
(Il Poeta, indi Albazar.)
Recitativo
▼POETA▲
Oh! che fatica! che cervello duro!
Sono quasi sicuro
che sbaglia la lezione,
e il secondo atto mio guasta e rovina;
ma confido però nell'indovina.
Ecco appunto Albazar. Ebben: trovasti
il vestito per Zaida?
▼ALBAZAR▲
Lo trovai.
▼POETA▲
Bravo! gran parte nel mio dramma avrai.
▼ALBAZAR▲
Altro io non bramo, che veder felice
la povera ragazza.
▼POETA▲
E il tuo carattere,
benché non sia sublime,
non sarà privo d'interesse in tutto,
se del nostro operar corremo il frutto.
▼ALBAZAR▲
Or qui Zaida mi manda
per saper dov'è il luogo della festa.
▼POETA▲
Hai ragione: oh! che testa!
Avea dimenticata
la cosa più importante.
Addio: corro da Zaida in un istante.
(parte)
Scena decima
(Albazar solo.)
▼ALBAZAR▲
Zaida infelice! or che trovò l'amante
dell'innocenza sua fatto già certo,
di un'altra donna innamorato il vede:
è questo il premio di sua lunga fede?
[N. 12 Aria]
Ah! sarebbe troppo dolce
il servir al dio d'amore
s'ei destasse egual ardore
in quel sen che no 'l provò.
Ma cotanto capriccioso
è quel nume a cui serviamo,
che ci dà chi non bramiamo,
e giammai chi si bramò.
(parte)
Scena undicesima
(Sala vagamente illuminata per festa da ballo.Don Geronio ed il Poeta, esce lietoCoro di Maschere, Ballerini e Ballerine, Fiorilla, Don Narciso, poiZaida e Selim, per ultimo Don Geronio.)
[N. 13 Coro]
▼CORO▲
Amor la danza mova,
presieda ai suoni Amor,
solo piacer ritrova
quando è commosso il cor.
Se in mezzo ai suoni, e ai canti
il cieco nume appar,
son cieche ancor le amanti,
si lasciano piegar.
Recitativo
▼FIORILLA▲
E Selim non si vede!
Fra tanta gente ancora
non lo posso trovar… ove sarà!
(esce don Narciso, e la considera attentamente)
▼NARCISO▲
(Quella è Fiorilla.)
▼FIORILLA▲
(vedendo Narciso, e credendolo Selim)
Oh appunto, eccolo qua.
Selim…
(sottovoce tutti e due)
▼NARCISO▲
Fiorilla…
▼FIORILLA▲
E tanto
aspettar vi faceste?
▼NARCISO▲
Perdonate…
▼FIORILLA▲
Datemi il braccio, e meco passeggiate.
(si perdono tra la folla, ed il coro canta)
▼CORO▲
Amor la danza mova,
presieda ai suoni Amor,
solo piacer ritrova
quando è commosso il cor.
(esce Zaida seguita da Selim)
Recitativo
▼SELIM▲
Cara Fiorilla mia, perché tacete?
Forse sdegnata siete
perché venni un po' tardi?
Mille maschere intorno io mi trovai…
▼ZAIDA▲
Disimpegnarvi almeno
dovevate più presto.
▼SELIM▲
Eh! via, perdono…
Fiorilla…
▼ZAIDA▲
(Traditor! son tutta in foco.)
▼SELIM▲
Prendete il braccio, e passeggiamo un poco.
(si perdono anch'essi)
▼CORO▲
Se in mezzo ai suoni, e ai canti
il cieco nume appar,
son cieche ancor le amanti,
si lasciano piegar.
(esce don Geronio)
Recitativo
▼GERONIO▲
Eccomi qui: la prima volta è questa
che in maschera mi trovo ad un festino.
Povero don Geronio!
Maledetto l'amore, e il matrimonio.
(esce di nuovo Fiorilla con don Narciso)
▼GERONIO▲
Ma che vedo! Fiorilla è già arrivata.
E già seco è Selim.
(escono da parte opposta Zaida e Selim)
▼GERONIO▲
Ma… come? un altro
Selim qui vedo, e quella pur mi sembra
Fiorilla… che pasticcio è questo qua?
(guardando or gli uni, or gli altri)
Quale di lor la moglie mia sarà?
(Fiorilla, e Narciso verranno dalla parte dritta, Selim, e Zaida alla sinistra; don Geronio un poco più in fondo, enel mezzo)
[N. 14 Quintetto]
▼GERONIO▲
Oh! guardate che accidente!
non conosco più mia moglie!
Egual turco, eguali spoglie.
Tutto eguale… che farò?
▼NARCISO▲
No, partir di qui non posso
senza voi, Fiorilla mia.
▼ZAIDA▲
Ma comprendere non posso
qual sarà la sorte mia.
▼SELIM▲
Deh! seguitemi in Turchia,
là mia sposa vi farò.
▼FIORILLA▲
Persuadermi il cor vorria,
ma risolvermi non so.
(Insieme)
▼ZAIDA▲
(Deh! seconda, amor pietoso,
l'innocente inganno mio.)
Ah! se cara a te son io,
altro ben bramar non so.
▼NARCISO▲
(Deh! seconda, amor pietoso,
l'innocente inganno mio.)
Ah! se caro a te son io,
altro ben bramar non so.
▼FIORILLA▲
(Deh! raffrena amor pietoso
tanti affetti del cor mio.)
Ah! se cara a te son io,
altro ben bramar non so.
▼SELIM▲
(Deh! raffrena amor pietoso
tanti affetti del cor mio.)
Ah! se cara a te son io,
altro ben bramar non so.
▼GERONIO▲
Son davvero un bello sposo,
non capisco più qual sia
di lor due la moglie mia;
parlar deggio, sì o no?
▼NARCISO E SELIM▲
Dunque seguitemi.
▼FIORILLA E ZAIDA▲
Ebben, son teco.
▼GERONIO▲
Io resto attonito,
divento cieco.
▼FIORILLA, ZAIDA, NARCISO E SELIM▲
(per partire)
Andiamo.
▼GERONIO▲
(fermandoli)
Partono!
Ferma… alto là.
▼SELIM▲
Cosa domanda?
Cosa desia?
▼ZAIDA▲
Ai fatti suoi
attento stia.
▼NARCISO▲
Geronio è questo:
venite presto.
▼FIORILLA▲
Ah! ah! ho capito:
è mio marito.
▼GERONIO▲
Qui resterete,
non partirete;
voglio mia moglie,
che qui si sta.
▼FIORILLA, ZAIDA, NARCISO E SELIM▲
È qui sua moglie?
Diventa pazzo!
▼GERONIO▲
Voglio mia moglie.
▼CORO▲
(accorre a frapporsi)
Quale schiamazzo!
▼FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM E CORO▲
In altro loco
la troverà.
▼GERONIO▲
Alto! nessuno
se n'anderà.
▼FIORILLA, ZAIDA, NARCISO E SELIM▲
Questo vecchio maledetto
potria dar di noi sospetto;
zitti, zitti, andiamo fuori
pria che n'abbia a cimentar.
▼GERONIO▲
Ah! turcaccio maledetto!
Fremo d'ira e di dispetto…
ma sentitemi, signori,
ma lasciatemi parlar.
▼CORO▲
Questo vecchio maledetto
smania, grida, fa dispetto.
Zitto, zitto, andate fuori.
Non ci state ad inquietar.
(vogliono uscire: don Geronio fuori di sé si scaglia fra loro per opporsi; le due coppie si ritirano entrambe daparte opposta: il coro si frappone, e durante questa confusione segue:)
▼FIORILLA, ZAIDA, NARCISO E SELIM▲
Egli è un pazzo… lo sentite?
(Ci conviene di scappare.)
Ah, tenetelo… impedite…
(Idol mio, non dubitare.)
Non è quella, non è questa…
Lei s'inganna; è la sua testa
che l'immagina fra lor.
▼GERONIO▲
Non son pazzo! ma sentite…
mi volete assassinare…
Vo' mia moglie, mi capite?…
ma lasciatemi parlare…
Sarà quella, sarà questa…
questa, quella… la mia testa
non può scegliere fra lor.
▼CORO▲
Siete pazzo… ma sentite…
Non si viene a disturbare…
sarà vero quel che dite,
ma per or lasciate stare…
Non è quella, non è questa…
lei s'inganna; è la sua testa
che l'immagina fra lor.
(Selim e Zaida partono da un lato, Narciso e Fiorilla dall'altro: indi il coro. Resta Geronio affannato, e disperato)
Scena dodicesima
(Don Geronio, indi il Poeta.)
Recitativo
▼GERONIO▲
Uh! che caldo! non posso
una parola sola
nemmeno articolar. Darei del capo
nella muraglia… ah! più riparo alcuno
a tanto mal non veggio…
Perdo la moglie… si può dar di peggio?
Ah! Poeta… non sai.
▼POETA▲
Sì, so tutto; incontrai
Zaida insieme a Selim: l'ho conosciuta
al segno che mi fece.
▼GERONIO▲
Ma Fiorilla
era qui pure, e avea
una maschera seco
che quel turco parea.
▼POETA▲
Chi mai sarà?
Venite meco, tutto si saprà.
(partono)
Scena tredicesima
(Camera della locanda come prima.
Albazar, con Facchini che vengono per trasportare la roba di Selim.)
▼ALBAZAR▲
Benedetta la festa, e chi la diede!
Alfin ha vinto Zaida, e in pochi istanti
partirà con Selim.
(ai facchini)
Presto; i bauli
si trasportino al mar senza indugiare.
Andiamo il locandiere ad avvisare.
(entra)
Scena quattordicesima
(Don Geronio ed il Poeta, indi Albazar che ritorna.)
▼POETA▲
Tutto è scoperto. Era Narciso.
▼GERONIO▲
E come
poté Narciso?…
▼POETA▲
Di Fiorilla amante
era anch'egli.
▼GERONIO▲
Che dici? ed io, buffone,
io lo lasciava entrar liberamente!
▼POETA▲
Gran cecità!
▼GERONIO▲
Non m'accorgea di niente.
E adesso ove si trova
quella civetta?
▼POETA▲
Dopo aver scoperto
Narciso, l'ha piantato, ed è tornata
al festino i compagni a ricercare;
or va in traccia del turco.
▼GERONIO▲
E che ho da fare?
▼POETA▲
Io ve 'l dirò: l'ho già disposto in mente
come fosse un drammatico accidente.
Un giorno mi diceste
che stanco di soffrir gli oltraggi suoi,
di allontanar da voi
Fiorilla proponeste,
e di fare un divorzio anche otteneste.
▼GERONIO▲
È vero, e la sentenza
diedi al Paglietta.
▼POETA▲
Bene.
Or dovete ricorrere al Paglietta,
e fingere senz'altri complimenti
di rimandar Fiorilla ai suoi parenti.
▼GERONIO▲
Ma se ostinata sprezza
il mio finto divorzio, e se col turco
ella partir risolve, ah! caro amico,
è finita la festa.
(Esce Albazar con Facchini, bauli, ecc.)
▼ALBAZAR▲
No, signori: con voi Fiorilla resta.
▼GERONIO▲
Perché?
▼ALBAZAR▲
Selim con Zaida ha fatto pace;
egli stesso mi manda
a prender la sua roba alla locanda.
(parte)
▼GERONIO▲
La sorte ci seconda.
▼POETA▲
Conservate
fermezza in ogni evento.
(Non si può dar migliore scioglimento.)
(partono)
Scena quindicesima
(Piazza con casino di don Geronio.
Fiorilla con Maschere, indi don Geronio.)
▼FIORILLA▲
(Chi avria creduto a questo segno audace
Narciso!) Ecco il marito. Inver mi sento
un po' mortificata. Ma, coraggio!
Io so con lui di quanto
comprometter mi posso.
▼GERONIO▲
(esce)
(Ecco la pazza: ho mille furie addosso.)
▼FIORILLA▲
Serva, signor marito.
▼GERONIO▲
Schiavo, signora mia.
▼FIORILLA▲
Dunque pensate
di farmi corbellar sempre così?
Tanto rumore!…
▼GERONIO▲
(Adesso io crepo qui.)
Non tema signorina,
che corbellar mai più non la farò…
Rimedio ci porrò… l'avviso intanto
che ravvisto mi son più che non crede,
che in casa mia più non si mette il piede.
(entra in casa e chiude)
Scena sedicesima
(Fiorilla, indi il Poeta con un Usciere.)
▼FIORILLA▲
Non l'ho veduto mai burbero tanto.
Comincio quasi a spaventarmi alquanto.
Oh Poeta, a proposito venite:
dov'è Selim?
▼POETA▲
(piano all'usciere)
(Andate
a prendere la lettera e il fardello.)
▼FIORILLA▲
Dite: dov'è Selim?
▼POETA▲
Egli è occupato.
▼FIORILLA▲
Come?
▼POETA▲
Con Zaida si è pacificato.
Anzi, fra poco ei parte
con essa per Turchia.
(Nota tutto, ed osserva, o musa mia.)
▼FIORILLA▲
Vinto dunque ha colei? perfido! ed io
nulla per lui curava
lo stuol di mille amanti,
del marito il dispetto?…
▼POETA▲
(Un altro colpo, ed otteniam l'effetto.)
▼FIORILLA▲
Amici, un sol momento,
possiam, se lo bramate,
riposarci in mia casa…
(esce di casa l'usciere con un foglio e due servitori che portano un fardello)
▼POETA▲
Alto! aspettate.
Questa lettera a voi manda il marito.
▼FIORILLA▲
Qual capriccio! Leggiam.
(durante la lettura l'usciere parte; il Poeta si ritira senza essere veduto. Restano i servitori colle robe)
[N. 15 Recitativo accompagnato ed aria]
▼FIORILLA▲
«I vostri cenci vi mando, e in casa mia più non vi voglio: essa è chiusa per voi, dimenticate d'essermi stata moglie, e il rossor vostro seppellite in Sorrento. Don Geronio.»
Qual colpo! ohimè! che sento?
Poeta… egli è partito… oh dio! son chiuse
della casa le porte…
L'irritato consorte
per sempre mi scacciò… Dunque a Sorrento
degg'io tornar? o mia vergogna! ahi! quale,
quale asilo trovar! tutto ho perduto.
Pace, marito, onor, intendo…
(ai servitori che mostrano le robe)
Ah! questi
i testimoni sono
della miseria mia… Vani ornamenti,
che fate meco omai! itene tutti,
itene sparsi a terra; io vi calpesto,
cagioni de' miei falli, e vi detesto.
(si spoglia degli ornamenti che avrà intorno. Il Poeta si mostra di tanto in tanto, le maschere sorprese siguardano fra loro)
Squallida veste, e bruna,
d'affanno e pentimento,
fia l'unico ornamento
che si vedrà con me.
Lutto non v'ha che basti
a chi l'onor perdé.
▼POETA▲
(L'affare è andato bene,
più da temer non v'è.)
▼CORO▲
Amici, a noi conviene
volger lontano il piè.
▼FIORILLA▲
Caro padre, madre amata,
quale affanno sentirete,
quando sola e disprezzata
vostra figlia rivedrete
far ritorno sconsolata
all'antica povertà?
▼CORO▲
Al marito chiedete soccorso,
ma da noi non sperate pietà.
▼POETA▲
Bene! bravi! rampogne! rimorso!
Il mio dramma compito sarà.
▼FIORILLA▲
Falsi amici, voi pur mi lasciate!
Ah! comincio a conoscervi appieno.
Voi restate, se il cielo è sereno,
voi fuggite, se nero si fa.
L'infelice, che opprime sventura,
più sostegno e conforto non ha.
▼CORO▲
Chi rovina a sé stesso procura
solo accusi la sua cecità.
▼POETA▲
Ci è morale; ~ oh che scena sicura!
Oh che incontro al teatro farà!
(Fiorilla parte da un lato, seguita dai servitori, che portano le robe, le maschere dall'altro)
Scena diciassettesima
(Poeta, indi don Geronio.)
Recitativo
▼POETA▲
Che dramma! son contento:
un miglior argomento
trovar non si potea, né in miglior modo
avviluppar si cercherebbe un nodo.
Amico! a meraviglia: pianti, strida,
rimorsi da tragedia.
▼GERONIO▲
Io ti ringrazio,
poeta mio. Credi che sia pentita,
e corretta davvero?
▼POETA▲
Se lo credo?
Anzi saggia per sempre io la prevedo.
▼GERONIO▲
Ed or, che far bisogna?
▼POETA▲
Seguitarla
senza farsi vedere; e se si lagna,
se piange, se promette
di mutare costume, e viver bene,
perdonarle, e riprenderla conviene.
(partono)
Scena diciottesima
(Spiaggia come nell'atto primo. Si vede sull'ancore la nave di Selim, eMarinari turchi che si dispongono alla partenza.
Fiorilla, indi don Geronio col Poeta.)
▼FIORILLA▲
Sì, mi è forza partir; non ho coraggio
di presentarmi a lui: grave è il mio torto.
Questa vicina al porto
spiaggia rimota, provveduta è sempre
di battelli che vengono e che vanno
da Napoli a Sorrento… è qui… La nave,
è quella di Selim. Non fossi a questa
spiaggia approdata mai, nave funesta!
▼POETA▲
Miratela: sospira.
▼GERONIO▲
Ella è pentita,
è pentita davver.
▼POETA▲
No 'l ve 'l dicea?
Perché state indeciso? andate innanzi.
▼FIORILLA▲
(Mi guarda e si avvicina.)
▼POETA▲
V'ha scoperto, e vi mira.
▼FIORILLA▲
(In mio favore
chi sa? forse gli parla il primo amore.)
[N. 16 Finale secondo]
▼FIORILLA▲
Son la vite sul campo appassita,
che del caro sostegno mancò.
▼GERONIO▲
Io son l'olmo a cui venne rapita
la sua vite, ed ignudo restò.
▼POETA▲
Il cultore son io, di buon cuore,
che di nuovo congiunger li può.
(Insieme)
▼FIORILLA▲
D'intorno mi gira
mi guarda e sospira;
facciamoci avanti,
placato mi par.
▼GERONIO E POETA▲
D'intorno vi gira
vi guarda e sospira;
via fatevi avanti,
pentita mi par.
▼GERONIO▲
Cara vite…
▼FIORILLA▲
Olmo diletto…
▼POETA▲
Oh che bella allegoria!
▼GERONIO▲
Al mio cuore…
▼FIORILLA▲
All'alma mia…
▼FIORILLA E GERONIO▲
…tu potresti ritornar.
▼POETA▲
Il final non può sbagliar.
(Insieme)
▼FIORILLA▲
Torna, sì, fra queste braccia,
olmo caro, a verdeggiar.
▼GERONIO▲
Torna, sì, fra queste braccia,
cara vite, a verdeggiar.
▼POETA▲
Bravi, sì, buon pro vi faccia!
Nulla al dramma può mancar.
Scena ultima
(Selim, Zaida, coro di Zingari, Zingare e Turchi, indi Geronio, Fiorilla ePoeta che ritornano, in ultimo Narciso.)
▼CORO▲
Rida a voi sereno il cielo,
sian per voi tranquilli i venti,
e vi portino contenti
nella patria a respirar.
▼SELIM▲
Cara Italia, io t'abbandono,
ma per sempre in cor t'avrò.
Che per te felice io sono,
ogni di rammenterò.
▼ZAIDA▲
Vien Fiorilla. Già con lei
don Geronio ha fatto pace.
▼POETA▲
(Ecco il turco… non vorrei…
quest'incontro mi dispiace.)
▼FIORILLA▲
(piano a Geronio)
Non lo posso più vedere.
▼GERONIO▲
(piano a Fiorilla)
Un saluto per dovere…
poi va ben piantarli qua.
▼ZAIDA E SELIM▲
(appressandosi)
Perdonate i nostri errori.
▼FIORILLA E GERONIO▲
Perdonati già vi sono.
▼NARCISO▲
Permettetemi, signori,
che vi chieda anch'io perdono!
Ah, l'esempio che mi date
ben correggermi saprà.
▼POETA▲
È l'intreccio terminato,
lieto fine ha il dramma mio;
e contento qual son io
forse il pubblico sarà.
▼TUTTI▲
Restate contenti,
felici vivete.
E a tutti apprendete
che lieve è l'error,
se sorge da quello
più bello l'amor.
(intanto Selim e Zaida, salutati dagli altri, e corteggiati dai zingari si vedranno appressare alla marina perimbarcarsi: in questo tempo cala il sipario)
ATTO SECONDO
Scena prima
Camera in una locanda. Tavolini con lumi, ecc.
Don Geronio ed il Poeta seduti, e bevendo.
Recitativo
POETA
Via… cosa serve? Omai
bisogna darsi pace; ella fra poco
co' la sua compagnia
a cenar qui verrà: potrete allora
corla sul fatto; ora bevete, e in bando
vadano un solo istante
la moglie capricciosa, ed il galante.
GERONIO
Caro Poeta mio, darei la testa
nella muraglia, se a' capricci suoi,
e alla mia cecità volgo il pensiero…
POETA
Sofferenza ci vuole.
versandogli da bere
Anche un bicchiero.
(Prevedo qualche incontro: il vin potrebbe
porger qualche coraggio al scimunito,
altrimenti il mio dramma è già finito.)
GERONIO
Credi che in questo albergo
verrà certo la pazza?
POETA
Anzi, una cena
è per lei preparata
splendida veramente, e questa notte
passerà coi compagni in festa, e in gioco.
GERONIO
Saprò ben disturbarla.
POETA
versandogli da bere
Un altro poco.
Scena seconda
Selim e detti.
SELIM
A proposito, amico,
senza molto cercarti io qua ti trovo.
Gran cose debbo dirti.
POETA
(Intrigo nuovo.)
GERONIO
E grandi cose anch'io
bramava dirvi appunto.
POETA
(Io mi ritiro
per schivare ogni impegno e notar tutto.)
si ritira, e di tanto in tanto si fa vedere esplorando
SELIM
Io t'ascolto.
GERONIO
Parlate.
SELIM
Dunque possiam seder.
GERONIO
Come bramate.
SELIM
Or principia, se vuoi.
GERONIO
No, principiate voi.
SELIM
Ebben, principierò: quanti anni sono
che con donna Fiorilla
vi unisce il matrimonio?
GERONIO
Fra poco saran sei. (Calma, Geronio.)
SELIM
Amor che passa un lustro
deve stancare assai.
GERONIO
Di fatti io sono
stanco, ma stanco molto.
SELIM
E il matrimonio
è un gran peso fra voi.
GERONIO
Lo sa ciascuno
che lo sente sul dorso.
SELIM
(Va bene: a meraviglia.)
GERONIO
(Qual discorso!)
SELIM
Quando si trova poi
una donna bizzarra, e capricciosa
come la vostra sposa,
il povero marito…
GERONIO
È rovinato.
SELIM
(Seguitiam polito.)
Or dunque del tuo stato
trovar ti devi malcontento assai.
GERONIO
L'avete indovinato.
SELIM
Io vengo amico,
ad offrirti un rimedio,
a cavarti d'impiccio; e non dovrai
per il riposo tuo faticar molto.
GERONIO
Ma… come!… vi spiegate.
SELIM
Odi.
GERONIO
Vi ascolto.
[N. 8 Duetto]
SELIM
D'un bell'uso di Turchia
forse avrai novella intesa;
della moglie che gli pesa
il marito è venditor.
GERONIO
Sarà l'uso molto buono,
ma in Italia è più bell'uso:
il marito rompe il muso
all'infame tentator.
SELIM
Anche questo sarà bello,
ma fra noi non deve entrare.
GERONIO
Anzi, questo più di quello
mi conviene d'abbracciare.
SELIM
Ma perché?
GERONIO
Le nostre usanze
piace a me serbare ancor.
Insieme
SELIM
(Non è poi cotanto sciocco
come vogliono ch'ei sia.
Su, giudizio, testa mia,
qui ci vuol prudenza e cor.)
GERONIO
(Non son poi cotanto sciocco
come vogliono ch'io sia.
Su, giudizio, testa mia,
qui ci vuol prudenza e cor.)
SELIM
Se Fiorilla di vender bramate,
senza fare più lungo discorso
io la compro, e denaro vi sborso
da comprarne al bisogno anche tre.
GERONIO
Signor turco, l'ho detto, e il ripeto,
io non vendo mia moglie a persona,
e perciò, sia cattiva o sia buona,
io… mia moglie l'ho presa per me.
SELIM
(Maledetto!) Ma pensi…
GERONIO
forte ed alzandosi
Ho pensato.
SELIM
Lei si scalda…
GERONIO
Mi scaldo, sicuro.
SELIM E GERONIO
(Un cervello più strano e più duro
io scommetto che al mondo non è.)
SELIM
arrabbiato
Non volete?
GERONIO
No, cospetto.
SELIM
Ricusate?
GERONIO
Sì, ricuso.
SELIM
Voglio averla a tuo dispetto.
GERONIO
Non l'avrà…
SELIM
Conosco altr'uso…
GERONIO
E sarebbe…
SELIM
D'involarla,
ed in vece di pagarla,
il buffone ~ che s'oppone,
per far presto, d'ammazzar.
GERONIO
Ma dovrete paventare,
ch'ella invece d'ammazzare
succedesse ~ che dovesse
ammazzato qui restar.
SELIM E GERONIO
minacciando e ritirandosi a vicenda
Alle prove, venga avanti…
Presto, ~ via, ~ si provi un poco…
Temerario! in pochi istanti
ci vedremo in altro loco;
e saranno coltellate,
schioppettate, ~ moschettate;
e vedrà che non mi lascio
da minacce spaventar.
via da parte opposta
Scena terza
Poeta solo.
Recitativo
POETA
Credea che questa scena
dovesse accelerar la conclusione;
ma l'affare va in lungo, e qui fa d'uopo
cercar che venga presto lo sviluppo,
e venga naturale;
poi finir con un poco di morale.
O mio cervello, ti affatica e suda,
inventa il dramma mio come si chiuda.
parte
Scena quarta
Fiorilla con Séguito.
[N. 9 Coro e cavatina]
CORO
Non v'è piacer perfetto
se no 'l procura amor;
de' giochi e del diletto
amore è genitor.
FIORILLA
Se il zefiro si posa
a carezzare un fior,
se va da giglio a rosa
vaga farfalla ognor,
farfalla e zefiretto
move il poter d'amor.
CORO
De' giochi, e del diletto
amore è genitor.
FIORILLA
Quando la primavera
ride il primiero albor,
quando natura intiera
riveste il primo onor,
è l'aura del diletto
che sparge in terra amor.
CORO
Non v'è piacer perfetto
se no 'l produce amor.
il coro si pone a giocare
Recitativo
FIORILLA
Che turca impertinente! osa a Fiorilla
l'amante disputar! saprò ben io
vendicarmi di lei: voglio che sia
presente al mio trionfo. Ad ogni costo
di quella sciocca abbasserò l'orgoglio.
Abbia il suo turco poi che non lo voglio.
Io l'ho fatta invitar a questo albergo
a nome di Selim; venga, e vedremo
di noi chi vincerà.
Scena quinta
Zaida e detta.
ZAIDA
sulla porta indecisa
Scusate… errai…
FIORILLA
Entrate, entrate pure: io v'invitai.
ZAIDA
entrando
Voi!
FIORILLA
Sì: fra pochi istanti
qui vedrete Selim. Sul cor di lui
non voglio che la vostra lontananza
mi apporti alcun vantaggio. Ora dovremo
disputarcelo in pace:
sceglierà di noi due chi più gli piace.
ZAIDA
Inutile è la scelta
dove parla il dovere, e parla onore.
FIORILLA
Tutto, tutto, si sa, cede all'amore.
Ecco appunto Selim.
Scena sesta
Selim e dette.
SELIM
Trovarvi sola
finalmente io credea, bella Fiorilla,
ma non potete star sola un momento.
FIORILLA
Sarete più contento,
quando tutti osservati
avrete i convitati.
SELIM
accorgendosi di Zaida
Zaida!
ZAIDA
Infedel.
SELIM
Ma… come! in questo albergo!
Che vuol dir ciò?
FIORILLA
Questa locanda ornai
di sua bella presenza,
per veder se a me date,
o a lei, la preferenza. Decidete.
ZAIDA
Parlate.
SELIM
In gran cimento mi mettete.
ZAIDA
Perfido! intendo: de' miei torti io stessa
qui venni spettatrice.
SELIM
Ah! no…
FIORILLA
Partite
dunque con lei.
SELIM
Neppure.
ZAIDA
Ebben: venite.
SELIM
Ma lasciate ch'io possa
un momento pensar…
ZAIDA
Pensar? No… parta
meco Selim, o a me rinunzi.
FIORILLA
E a me,
se qui non resta.
Fiorilla si allontana disdegnosa. Selim rinane incerto e pensoso
SELIM
(Impiccio egual non v'è.)
ZAIDA
Crudel! non più: comprendo
qual per me serbi amor; io ti abbandono
alla rivale in braccio. Un giorno forse
ti pentirai, ma tardi,
d'aver l'affetto mio così schernito;
allor che da costei sarai tradito.
parte
Scena settima
Fiorilla e Selim.
SELIM
(Povera Zaida! io sento
pietà per lei: tanto rigor non merta.)
FIORILLA
(Parla fra sé: la mia vittoria è incerta.)
Mi sembrate commosso: non parlate?…
Via: corretele dietro,
e la bella dolente consolate.
SELIM
No… vada pure… ma lasciate almeno
ch'io la compianga: ella m'adora…
FIORILLA
E parmi
che l'adoriate ancor.
SELIM
Il primo oggetto
dell'amor mio fu Zaida…
FIORILLA
E sia l'estremo.
SELIM
L'estremo!
FIORILLA
Addio: mai più ci rivedremo.
SELIM
Deh!… perdonate…
FIORILLA
Amante alcun non voglio
che abbia diviso fra due donne il core.
SELIM
Che dite? per voi sola io sento amore.
Per carità, placatevi,
calmate il vostro sdegno…
FIORILLA
Andate, andate… di me siete indegno.
SELIM
Ingrata! mi scacciate…
Ebbene… io partirò.
FIORILLA
Farete bene.
SELIM
Addio… (Mi lascia andar!)
FIORILLA
(Davvero ei parte!)
SELIM
(Politica ci vuol.)
FIORILLA
(Ci vuol dell'arte.)
[N. 10 Duetto]
SELIM
in disparte come parlando fra sé
Credete alle femmine
che dicon d'amarvi!
Di un nulla si sdegnano,
minaccian lasciarvi.
Di donna l'amore
è un foco che more
appena brillò.
FIORILLA
facendo il medesimo gioco
Credete a questi uomini
che avete d'intorno!
Per tutte sospirano,
non amano un giorno.
Son l'aura d'estate
che più non trovate
appena spirò.
SELIM
avvicinandosi un poco
E ingiustizia lamentarsi
se si sprezza un cor fedele.
FIORILLA
volgendosi un poco
Bella cosa allontanarsi
per non dir che si è infedele.
SELIM
correndo, e con forza
Io no 'l sono.
FIORILLA
A voi non parlo.
SELIM
Come!
FIORILLA
No.
SELIM
Parea di sì.
FIORILLA
In Italia certamente…
SELIM
con dispetto
In Turchia sicuramente…
FIORILLA E SELIM
Non si fa l'amor così.
a parte tutti e due
(Ma se dura la questione
prende foco, e se ne va;
si discorra colle buone
ed allor si placherà.)
SELIM
supplichevole
Dunque sperar non posso!…
FIORILLA
commossa
Dunque schernita io sono!…
SELIM
per baciarle la mano
La vostra man…
FIORILLA
ritirandola a fatica
Non posso.
SELIM
Idolo mio, perdono!…
FIORILLA
con tenerezza
Lo meritate?
SELIM
con trasporto
Io v'amo.
FIORILLA
E mi amerete?…
SELIM
Ognor.
con tutta la gioia e tenerezza
Insieme
FIORILLA
Tu m'ami, lo vedo,
mi fido, ti credo;
ma torna, mia vita,
a dirmelo ancor.
Se infida ti sono,
se mai t'abbandono,
sia sempre la pace
straniera al mio cor.
SELIM
Tu m'ami, lo vedo,
mi fido, ti credo;
ma torna, mia vita,
a dirmelo ancor.
Se infido ti sono,
se mai t'abbandono,
sia sempre la pace
straniera al mio cor.
partono
Scena ottava
Don Geronio, indi il Poeta, poi Don Narciso in disparte.
Recitativo
GERONIO
Dove diamine è andata? è quasi un'ora
che la tavola è pronta per la cena,
e non si vede ancor? forse al festino,
che a quel turco si dedica, sarà.
per uscire
POETA
Fermate.
GERONIO
Cosa ci è?
POETA
Gran novità.
GERONIO
Spiegati.
POETA
È preparato,
amico, un rapimento.
GERONIO
Che dici? e il vero io sento?
esce Don Narciso
NARCISO
(È partita Fiorilla, e qui costoro!
che fanno? udiamo un poco.)
POETA
Ad un festino
Fiorilla deve andar: ivi l'attende
mascherato Selim, che di ridurla
spera a partir con lui per la Turchia.
NARCISO
(Che ascolto!)
GERONIO
Me infelice!… oh moglie mia!…
POETA
Udite, a Zaida io corsi
tutto a narrar; vestita al par di lei
ella al festino andrà; talché Fiorilla
co' la maschera in volto sembrerà.
Voi da turco dovete entrar colà.
GERONIO
E allora?…
POETA
Allor potrete
l'ingannata Fiorilla…
GERONIO
Ho inteso… andiamo…
più tempo non perdiamo.
POETA
Eh! non temete,
l'ultimo a comparire
Selim sarà: molti de' nostri amici
onde tenerlo a bada
troverà per la strada; andate intanto
a procacciarvi maschera, e vestito.
GERONIO
Io corro.
parte
POETA
(Il dramma mio spero compito.)
parte
[N. 11 Recitativo accompagnato ed aria]
NARCISO
partiti Don Geronio ed il Poeta, esce lieto e frettoloso
Intesi: ah! tutto intesi. In questo albergo
mi guidò la fortuna. Ingrata donna,
non fuggirai da me. Tutto vogl'io
tentar perché mi resti;
la fé mi serberai, che promettesti.
Tu seconda il mio disegno,
dolce amor, da cui mi viene.
Deh! ricusa a tutti un bene,
che accordasti un giorno a me.
Se il mio rival deludo!
Se inganno un'incostante!
Per un offeso amante
vendetta egual non v'è.
Ah! sì; la speme
che sento in core,
pietoso amore,
mi vien da te.
parte
Scena nona
Il Poeta, indi Albazar.
Recitativo
POETA
Oh! che fatica! che cervello duro!
Sono quasi sicuro
che sbaglia la lezione,
e il secondo atto mio guasta e rovina;
ma confido però nell'indovina.
Ecco appunto Albazar. Ebben: trovasti
il vestito per Zaida?
ALBAZAR
Lo trovai.
POETA
Bravo! gran parte nel mio dramma avrai.
ALBAZAR
Altro io non bramo, che veder felice
la povera ragazza.
POETA
E il tuo carattere,
benché non sia sublime,
non sarà privo d'interesse in tutto,
se del nostro operar corremo il frutto.
ALBAZAR
Or qui Zaida mi manda
per saper dov'è il luogo della festa.
POETA
Hai ragione: oh! che testa!
Avea dimenticata
la cosa più importante.
Addio: corro da Zaida in un istante.
parte
Scena decima
Albazar solo.
ALBAZAR
Zaida infelice! or che trovò l'amante
dell'innocenza sua fatto già certo,
di un'altra donna innamorato il vede:
è questo il premio di sua lunga fede?
[N. 12 Aria]
Ah! sarebbe troppo dolce
il servir al dio d'amore
s'ei destasse egual ardore
in quel sen che no 'l provò.
Ma cotanto capriccioso
è quel nume a cui serviamo,
che ci dà chi non bramiamo,
e giammai chi si bramò.
parte
Scena undicesima
Sala vagamente illuminata per festa da ballo.Don Geronio ed il Poeta, esce lietoCoro di Maschere, Ballerini e Ballerine, Fiorilla, Don Narciso, poiZaida e Selim, per ultimo Don Geronio.
[N. 13 Coro]
CORO
Amor la danza mova,
presieda ai suoni Amor,
solo piacer ritrova
quando è commosso il cor.
Se in mezzo ai suoni, e ai canti
il cieco nume appar,
son cieche ancor le amanti,
si lasciano piegar.
Recitativo
FIORILLA
E Selim non si vede!
Fra tanta gente ancora
non lo posso trovar… ove sarà!
esce don Narciso, e la considera attentamente
NARCISO
(Quella è Fiorilla.)
FIORILLA
vedendo Narciso, e credendolo Selim
Oh appunto, eccolo qua.
Selim…
sottovoce tutti e due
NARCISO
Fiorilla…
FIORILLA
E tanto
aspettar vi faceste?
NARCISO
Perdonate…
FIORILLA
Datemi il braccio, e meco passeggiate.
si perdono tra la folla, ed il coro canta
CORO
Amor la danza mova,
presieda ai suoni Amor,
solo piacer ritrova
quando è commosso il cor.
esce Zaida seguita da Selim
Recitativo
SELIM
Cara Fiorilla mia, perché tacete?
Forse sdegnata siete
perché venni un po' tardi?
Mille maschere intorno io mi trovai…
ZAIDA
Disimpegnarvi almeno
dovevate più presto.
SELIM
Eh! via, perdono…
Fiorilla…
ZAIDA
(Traditor! son tutta in foco.)
SELIM
Prendete il braccio, e passeggiamo un poco.
si perdono anch'essi
CORO
Se in mezzo ai suoni, e ai canti
il cieco nume appar,
son cieche ancor le amanti,
si lasciano piegar.
esce don Geronio
Recitativo
GERONIO
Eccomi qui: la prima volta è questa
che in maschera mi trovo ad un festino.
Povero don Geronio!
Maledetto l'amore, e il matrimonio.
esce di nuovo Fiorilla con don Narciso
GERONIO
Ma che vedo! Fiorilla è già arrivata.
E già seco è Selim.
escono da parte opposta Zaida e Selim
GERONIO
Ma… come? un altro
Selim qui vedo, e quella pur mi sembra
Fiorilla… che pasticcio è questo qua?
guardando or gli uni, or gli altri
Quale di lor la moglie mia sarà?
Fiorilla, e Narciso verranno dalla parte dritta, Selim, e Zaida alla sinistra; don Geronio un poco più in fondo, enel mezzo
[N. 14 Quintetto]
GERONIO
Oh! guardate che accidente!
non conosco più mia moglie!
Egual turco, eguali spoglie.
Tutto eguale… che farò?
NARCISO
No, partir di qui non posso
senza voi, Fiorilla mia.
ZAIDA
Ma comprendere non posso
qual sarà la sorte mia.
SELIM
Deh! seguitemi in Turchia,
là mia sposa vi farò.
FIORILLA
Persuadermi il cor vorria,
ma risolvermi non so.
Insieme
ZAIDA
(Deh! seconda, amor pietoso,
l'innocente inganno mio.)
Ah! se cara a te son io,
altro ben bramar non so.
NARCISO
(Deh! seconda, amor pietoso,
l'innocente inganno mio.)
Ah! se caro a te son io,
altro ben bramar non so.
FIORILLA
(Deh! raffrena amor pietoso
tanti affetti del cor mio.)
Ah! se cara a te son io,
altro ben bramar non so.
SELIM
(Deh! raffrena amor pietoso
tanti affetti del cor mio.)
Ah! se cara a te son io,
altro ben bramar non so.
GERONIO
Son davvero un bello sposo,
non capisco più qual sia
di lor due la moglie mia;
parlar deggio, sì o no?
NARCISO E SELIM
Dunque seguitemi.
FIORILLA E ZAIDA
Ebben, son teco.
GERONIO
Io resto attonito,
divento cieco.
FIORILLA, ZAIDA, NARCISO E SELIM
per partire
Andiamo.
GERONIO
fermandoli
Partono!
Ferma… alto là.
SELIM
Cosa domanda?
Cosa desia?
ZAIDA
Ai fatti suoi
attento stia.
NARCISO
Geronio è questo:
venite presto.
FIORILLA
Ah! ah! ho capito:
è mio marito.
GERONIO
Qui resterete,
non partirete;
voglio mia moglie,
che qui si sta.
FIORILLA, ZAIDA, NARCISO E SELIM
È qui sua moglie?
Diventa pazzo!
GERONIO
Voglio mia moglie.
CORO
accorre a frapporsi
Quale schiamazzo!
FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM E CORO
In altro loco
la troverà.
GERONIO
Alto! nessuno
se n'anderà.
FIORILLA, ZAIDA, NARCISO E SELIM
Questo vecchio maledetto
potria dar di noi sospetto;
zitti, zitti, andiamo fuori
pria che n'abbia a cimentar.
GERONIO
Ah! turcaccio maledetto!
Fremo d'ira e di dispetto…
ma sentitemi, signori,
ma lasciatemi parlar.
CORO
Questo vecchio maledetto
smania, grida, fa dispetto.
Zitto, zitto, andate fuori.
Non ci state ad inquietar.
vogliono uscire: don Geronio fuori di sé si scaglia fra loro per opporsi; le due coppie si ritirano entrambe daparte opposta: il coro si frappone, e durante questa confusione segue:
FIORILLA, ZAIDA, NARCISO E SELIM
Egli è un pazzo… lo sentite?
(Ci conviene di scappare.)
Ah, tenetelo… impedite…
(Idol mio, non dubitare.)
Non è quella, non è questa…
Lei s'inganna; è la sua testa
che l'immagina fra lor.
GERONIO
Non son pazzo! ma sentite…
mi volete assassinare…
Vo' mia moglie, mi capite?…
ma lasciatemi parlare…
Sarà quella, sarà questa…
questa, quella… la mia testa
non può scegliere fra lor.
CORO
Siete pazzo… ma sentite…
Non si viene a disturbare…
sarà vero quel che dite,
ma per or lasciate stare…
Non è quella, non è questa…
lei s'inganna; è la sua testa
che l'immagina fra lor.
Selim e Zaida partono da un lato, Narciso e Fiorilla dall'altro: indi il coro. Resta Geronio affannato, e disperato
Scena dodicesima
Don Geronio, indi il Poeta.
Recitativo
GERONIO
Uh! che caldo! non posso
una parola sola
nemmeno articolar. Darei del capo
nella muraglia… ah! più riparo alcuno
a tanto mal non veggio…
Perdo la moglie… si può dar di peggio?
Ah! Poeta… non sai.
POETA
Sì, so tutto; incontrai
Zaida insieme a Selim: l'ho conosciuta
al segno che mi fece.
GERONIO
Ma Fiorilla
era qui pure, e avea
una maschera seco
che quel turco parea.
POETA
Chi mai sarà?
Venite meco, tutto si saprà.
partono
Scena tredicesima
Camera della locanda come prima.
Albazar, con Facchini che vengono per trasportare la roba di Selim.
ALBAZAR
Benedetta la festa, e chi la diede!
Alfin ha vinto Zaida, e in pochi istanti
partirà con Selim.
ai facchini
Presto; i bauli
si trasportino al mar senza indugiare.
Andiamo il locandiere ad avvisare.
entra
Scena quattordicesima
Don Geronio ed il Poeta, indi Albazar che ritorna.
POETA
Tutto è scoperto. Era Narciso.
GERONIO
E come
poté Narciso?…
POETA
Di Fiorilla amante
era anch'egli.
GERONIO
Che dici? ed io, buffone,
io lo lasciava entrar liberamente!
POETA
Gran cecità!
GERONIO
Non m'accorgea di niente.
E adesso ove si trova
quella civetta?
POETA
Dopo aver scoperto
Narciso, l'ha piantato, ed è tornata
al festino i compagni a ricercare;
or va in traccia del turco.
GERONIO
E che ho da fare?
POETA
Io ve 'l dirò: l'ho già disposto in mente
come fosse un drammatico accidente.
Un giorno mi diceste
che stanco di soffrir gli oltraggi suoi,
di allontanar da voi
Fiorilla proponeste,
e di fare un divorzio anche otteneste.
GERONIO
È vero, e la sentenza
diedi al Paglietta.
POETA
Bene.
Or dovete ricorrere al Paglietta,
e fingere senz'altri complimenti
di rimandar Fiorilla ai suoi parenti.
GERONIO
Ma se ostinata sprezza
il mio finto divorzio, e se col turco
ella partir risolve, ah! caro amico,
è finita la festa.
Esce Albazar con Facchini, bauli, ecc.
ALBAZAR
No, signori: con voi Fiorilla resta.
GERONIO
Perché?
ALBAZAR
Selim con Zaida ha fatto pace;
egli stesso mi manda
a prender la sua roba alla locanda.
parte
GERONIO
La sorte ci seconda.
POETA
Conservate
fermezza in ogni evento.
(Non si può dar migliore scioglimento.)
partono
Scena quindicesima
Piazza con casino di don Geronio.
Fiorilla con Maschere, indi don Geronio.
FIORILLA
(Chi avria creduto a questo segno audace
Narciso!) Ecco il marito. Inver mi sento
un po' mortificata. Ma, coraggio!
Io so con lui di quanto
comprometter mi posso.
GERONIO
esce
(Ecco la pazza: ho mille furie addosso.)
FIORILLA
Serva, signor marito.
GERONIO
Schiavo, signora mia.
FIORILLA
Dunque pensate
di farmi corbellar sempre così?
Tanto rumore!…
GERONIO
(Adesso io crepo qui.)
Non tema signorina,
che corbellar mai più non la farò…
Rimedio ci porrò… l'avviso intanto
che ravvisto mi son più che non crede,
che in casa mia più non si mette il piede.
entra in casa e chiude
Scena sedicesima
Fiorilla, indi il Poeta con un Usciere.
FIORILLA
Non l'ho veduto mai burbero tanto.
Comincio quasi a spaventarmi alquanto.
Oh Poeta, a proposito venite:
dov'è Selim?
POETA
piano all'usciere
(Andate
a prendere la lettera e il fardello.)
FIORILLA
Dite: dov'è Selim?
POETA
Egli è occupato.
FIORILLA
Come?
POETA
Con Zaida si è pacificato.
Anzi, fra poco ei parte
con essa per Turchia.
(Nota tutto, ed osserva, o musa mia.)
FIORILLA
Vinto dunque ha colei? perfido! ed io
nulla per lui curava
lo stuol di mille amanti,
del marito il dispetto?…
POETA
(Un altro colpo, ed otteniam l'effetto.)
FIORILLA
Amici, un sol momento,
possiam, se lo bramate,
riposarci in mia casa…
esce di casa l'usciere con un foglio e due servitori che portano un fardello
POETA
Alto! aspettate.
Questa lettera a voi manda il marito.
FIORILLA
Qual capriccio! Leggiam.
durante la lettura l'usciere parte; il Poeta si ritira senza essere veduto. Restano i servitori colle robe
[N. 15 Recitativo accompagnato ed aria]
FIORILLA
«I vostri cenci vi mando, e in casa mia più non vi voglio: essa è chiusa per voi, dimenticate d'essermi stata moglie, e il rossor vostro seppellite in Sorrento. Don Geronio.»
Qual colpo! ohimè! che sento?
Poeta… egli è partito… oh dio! son chiuse
della casa le porte…
L'irritato consorte
per sempre mi scacciò… Dunque a Sorrento
degg'io tornar? o mia vergogna! ahi! quale,
quale asilo trovar! tutto ho perduto.
Pace, marito, onor, intendo…
ai servitori che mostrano le robe
Ah! questi
i testimoni sono
della miseria mia… Vani ornamenti,
che fate meco omai! itene tutti,
itene sparsi a terra; io vi calpesto,
cagioni de' miei falli, e vi detesto.
si spoglia degli ornamenti che avrà intorno. Il Poeta si mostra di tanto in tanto, le maschere sorprese siguardano fra loro
Squallida veste, e bruna,
d'affanno e pentimento,
fia l'unico ornamento
che si vedrà con me.
Lutto non v'ha che basti
a chi l'onor perdé.
POETA
(L'affare è andato bene,
più da temer non v'è.)
CORO
Amici, a noi conviene
volger lontano il piè.
FIORILLA
Caro padre, madre amata,
quale affanno sentirete,
quando sola e disprezzata
vostra figlia rivedrete
far ritorno sconsolata
all'antica povertà?
CORO
Al marito chiedete soccorso,
ma da noi non sperate pietà.
POETA
Bene! bravi! rampogne! rimorso!
Il mio dramma compito sarà.
FIORILLA
Falsi amici, voi pur mi lasciate!
Ah! comincio a conoscervi appieno.
Voi restate, se il cielo è sereno,
voi fuggite, se nero si fa.
L'infelice, che opprime sventura,
più sostegno e conforto non ha.
CORO
Chi rovina a sé stesso procura
solo accusi la sua cecità.
POETA
Ci è morale; ~ oh che scena sicura!
Oh che incontro al teatro farà!
Fiorilla parte da un lato, seguita dai servitori, che portano le robe, le maschere dall'altro
Scena diciassettesima
Poeta, indi don Geronio.
Recitativo
POETA
Che dramma! son contento:
un miglior argomento
trovar non si potea, né in miglior modo
avviluppar si cercherebbe un nodo.
Amico! a meraviglia: pianti, strida,
rimorsi da tragedia.
GERONIO
Io ti ringrazio,
poeta mio. Credi che sia pentita,
e corretta davvero?
POETA
Se lo credo?
Anzi saggia per sempre io la prevedo.
GERONIO
Ed or, che far bisogna?
POETA
Seguitarla
senza farsi vedere; e se si lagna,
se piange, se promette
di mutare costume, e viver bene,
perdonarle, e riprenderla conviene.
partono
Scena diciottesima
Spiaggia come nell'atto primo. Si vede sull'ancore la nave di Selim, eMarinari turchi che si dispongono alla partenza.
Fiorilla, indi don Geronio col Poeta.
FIORILLA
Sì, mi è forza partir; non ho coraggio
di presentarmi a lui: grave è il mio torto.
Questa vicina al porto
spiaggia rimota, provveduta è sempre
di battelli che vengono e che vanno
da Napoli a Sorrento… è qui… La nave,
è quella di Selim. Non fossi a questa
spiaggia approdata mai, nave funesta!
POETA
Miratela: sospira.
GERONIO
Ella è pentita,
è pentita davver.
POETA
No 'l ve 'l dicea?
Perché state indeciso? andate innanzi.
FIORILLA
(Mi guarda e si avvicina.)
POETA
V'ha scoperto, e vi mira.
FIORILLA
(In mio favore
chi sa? forse gli parla il primo amore.)
[N. 16 Finale secondo]
FIORILLA
Son la vite sul campo appassita,
che del caro sostegno mancò.
GERONIO
Io son l'olmo a cui venne rapita
la sua vite, ed ignudo restò.
POETA
Il cultore son io, di buon cuore,
che di nuovo congiunger li può.
Insieme
FIORILLA
D'intorno mi gira
mi guarda e sospira;
facciamoci avanti,
placato mi par.
GERONIO E POETA
D'intorno vi gira
vi guarda e sospira;
via fatevi avanti,
pentita mi par.
GERONIO
Cara vite…
FIORILLA
Olmo diletto…
POETA
Oh che bella allegoria!
GERONIO
Al mio cuore…
FIORILLA
All'alma mia…
FIORILLA E GERONIO
…tu potresti ritornar.
POETA
Il final non può sbagliar.
Insieme
FIORILLA
Torna, sì, fra queste braccia,
olmo caro, a verdeggiar.
GERONIO
Torna, sì, fra queste braccia,
cara vite, a verdeggiar.
POETA
Bravi, sì, buon pro vi faccia!
Nulla al dramma può mancar.
Scena ultima
Selim, Zaida, coro di Zingari, Zingare e Turchi, indi Geronio, Fiorilla ePoeta che ritornano, in ultimo Narciso.
CORO
Rida a voi sereno il cielo,
sian per voi tranquilli i venti,
e vi portino contenti
nella patria a respirar.
SELIM
Cara Italia, io t'abbandono,
ma per sempre in cor t'avrò.
Che per te felice io sono,
ogni di rammenterò.
ZAIDA
Vien Fiorilla. Già con lei
don Geronio ha fatto pace.
POETA
(Ecco il turco… non vorrei…
quest'incontro mi dispiace.)
FIORILLA
piano a Geronio
Non lo posso più vedere.
GERONIO
piano a Fiorilla
Un saluto per dovere…
poi va ben piantarli qua.
ZAIDA E SELIM
appressandosi
Perdonate i nostri errori.
FIORILLA E GERONIO
Perdonati già vi sono.
NARCISO
Permettetemi, signori,
che vi chieda anch'io perdono!
Ah, l'esempio che mi date
ben correggermi saprà.
POETA
È l'intreccio terminato,
lieto fine ha il dramma mio;
e contento qual son io
forse il pubblico sarà.
TUTTI
Restate contenti,
felici vivete.
E a tutti apprendete
che lieve è l'error,
se sorge da quello
più bello l'amor.
intanto Selim e Zaida, salutati dagli altri, e corteggiati dai zingari si vedranno appressare alla marina perimbarcarsi: in questo tempo cala il sipario